La storia della nostra Parrocchia

Dai documenti dell’archivio vescovile di Fano non è possibile fissare la data della costituzione di cura d’anime a Bellocchi. E’ possibile, invece risalire alla sua costituzione utilizzando gli atti notarili conservati presso l’Archivio di Stato di Fano. Riportiamo ora due articoli sulla storia e fondazione della Chiesa e parrocchia di San Sebastiano in Bellocchi, citando le relative fonti.

“La Cattedrale aveva sotto la sua giurisdizione un largo territorio nella Valle del Metauro; tanto che il vescovo Rusticucci, nel 1576, dopo la S. Visita, emanava un decreto, con cui stralciava dalla Prepositura tutto il territorio che da Rosciano arrivava al mare, e costituiva così la Cura di Rosciano con un Cappellano residente, nominando a tale beneficio un certo D. Pier Giovanni e accordandogli tutte le decime.

Forse, in quel tempo, se non assai prima, anche Bellocchi doveva avere la sua Cura d’Anime.

Notevole, che, nella vasta pianura del Metauro, da Fano a Fossombrone, fino ai giorni nostri, queste due Cure, quella di Rosciano e di Bellocchi, siano sorte in piano; mentre tutte le altre sono poste in collina.

Nell’Archivio della Curia Vescovile, e precisamente nel Libro delle Collazioni Beneficiali, il primo nome che si incontra, come Curato di San Sebastiano di Bellocchi, è quello di Don Paolo Caossi, al 13 febbraio 1616.

Era un Curato amovibile ad Nutum, e riconfermato ogni anno dagli Uomini di Villa, perché la Cura era giuspatronato di questi massari o Uomini di Villa.

Nel 27 aprile del 1617 troviamo anche che il medesimo don Caossi è nominato Parroco di Bellocchi con Bolla Pontificia, ma gli Uomini di Villa protestarono, fecero opposizione, e nello stesso anno, al 12 di luglio, essi elessero Parroco amovibile Don Piero Brunaccioni, nomina che fu confermata dal Vescovo.

Tale figura giuridica della Cura e del Curato di Bellocchi rimase su per giù intatta fino ai nostri giorni, solo è caduta in disuso la conferma annuale degli Uomini di Villa, rimanendo ferma la presentazione di ogni nuovo Curato da parte degli stessi Uomini.

Nel 28 gennaio del 1679, Don Paolo Gregorio Zongo è eletto Curato della Confraternita e degli Uomini di Villa: la Confraternita era quella del SS. Rosario, che era stata eretta a Bellocchi nel 1613. Il 3 Novembre 1697 il medesimo Zongo è nuovamente eletto per un quinquennio; e nel 24 dicembre 1699 è nominato in perpetuo, pro hac vice tantum; ma nel marzo 1726 rinuncia alla Parrocchia nelle mani degli Uomini di Villa, e si ritorna alla consueta amovibilità ed elezione annuale con la nomina a Economo Spirituale di Don Nicola Brunacci.

In questa data avviene la Consacrazione della Chiesa e sorge una questione giuridica sul giuspatronato con la Famiglia Bellocchi, che termina con l’affermazione del giuspatronato a favore degli Uomini e Massari della Villa (Homines de Bellochio et Familiae Bellochiorum proprio patronatu servato).

Nel 1762 apparisce un altro Sacerdote, in Bellocchi, distinto dal Parroco in qualità di Cappellano della Cappellania della Gioventù nella Chiesa di San Sebastiano; anche questo di nomina degli Uomini di Villa. Anche oggi esiste questa Cappellania, amministrata dai Patroni, gli Uomini di Villa.

La Chiesa parrocchiale, dedicata a San Sebastiano, è di costruzione relativamente recente; risale al secolo scorso, ma su di una precedente.

Chiesa vecchia - 1937

                                                                           

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa vecchia 1937

Chi sa nel corso dei secoli quanti rifacimenti ha avuto? Perché […] la Chiesa dev’essere esistita anche prima della costituzione giuridica della Cura d’Anime. Da alcuni fregi, murati sulla facciata attuale, si può arguire che ve ne fosse una fin dal secolo XI. L’odierna ha avuto ampliamenti e migliorie negli anni 1925-26. Altre chiese non sono esistite a Bellocchi; si sa solo, dall’Archivio Vescovile, che nel 1767 fu eretto un Oratorio Pubblico in onore della Natività di Maria Vergine, di proprietà della Famiglia Lotrecchi. L’Archivio Parrocchiale è stato distrutto e disperso; non rimangono che pochi libri della Parrocchia e poche carte. La Confraternita del SS. Sacramento risale al 1755. Quella del Rosario, eretta nel 1613, fu risuscitata nel 1821. Quella dell’Addolorata fu stabilita canonicamente nel 1898. La nuova casa parrocchiale fu costruita nel 1913 e poi ampliata nel 1925-26”.

 

Da un articolo apparso su Bellocchi di Fano – 19 settembre 1937. Supplemento ai nn. 5-6 de L’Orfanello. Pp. 1-2.

“A partire dal XV secolo, Bellocchi è citata nelle fonti documentarie con il toponimo villa Bellocchiorum (villa dei Bellocchi), cioè come un territorio subordinato alla città e alla diocesi di Fano (da qui il significato di villa), dove la nobile famiglia dei Bellocchi dispone di diverse proprietà terriere, cosa che si riscontra dai contratti di mezzadria del XV secolo. Ed è proprio in un fondo appartenente alla famiglia Bellocchi, il fondo Albignani, che nel 1502 viene costruita la chiesa di San Sebastiano.

Il 3 aprile 1502 il vescovo di Fano, Giovanni Battista da Cesena, si reca a Bellocchi per consacrare la chiesa che a sua insaputa era stata eretta ex novo a spese degli abitanti e dei massari (mezadri) del luogo. Prima di procedere al rito ufficiale richiesta per la consacrazione della Chiesa, il vescovo, ignaro della situazione, pone alcune domande ai rappresentanti della villa: 1) chi sia stato il fondatore della chiesa; 2) a chi spetta il compito di gestirla; 3) se la comunità sia disposta a pagare le decime secondo le sanzioni canoniche. I rappresentanti rispondono che tutti gli abitanti hanno contribuito con i loro mezzi finanziari e materiali alla costruzione della chiesa; pertanto chiedono di essere titolari del diritto di patronato con la potestà di presentare al vescovo il rettore o il cappellano scelto per celebrare la messa e per amministrare i sacramenti della chiesa. A queste richieste il vescovo acconsente ponendo, però, le seguenti prerogative: 1) di valutare l’integrità morale e spirituale del rettore o del cappellano scelto; 2) di far pagare le decime agli abitanti, i quali a loro volta provvedono alle spese di gestione e manutenzione della chiesa; 3) di percepire dalla comunità un tributo annuale costituito di due capretti da consegnare direttamente al vescovo durante le feste pasquali. Se in futuro la chiesa disporrà di maggiori mezzi finanziari, ovviamente anche il censo annuale aumenterà.

Una volta accettate e stipulate queste clausole da entrambe le parti (il Vescovo da un lato, la comunità e la famiglia Bellocchi dall’altra), si procede alla consacrazione della chiesa. I momenti essenziali del rito sono le benedizione e l’aspersione di acqua e di incenso, l’unzione con l’olio, la consegna dei testi sacri ai fedeli presenti, l’imposizione delle mani da parte del vescovo, l’invocazione a Dio, alla Madonna e a San Sebastiano sotto il cui nome la chiesa è stata fondata e sotto la cui protezione il vescovo pone le famiglie del luogo.

Stemma famiglia Bellocchi

                                                               

 

 

 

 

 

 

 

immagine Stemma famiglia Bellocchi

Alla consacrazione della chiesa segue, con l’approvazione del vescovo, la nomina del cappellano don Francesco Milioni, il quale esercita il suo ufficio sacerdotale con un compenso versato direttamente dalla comunità.

Al momento della fondazione, la chiesa di Bellocchi dispone si un solo altare dedicato a san Sebastiano. In seguito, forse prima del 1570, viene costruito un secondo altare consacrato a sant’Antonio dove in genere si celebrano le messe in suffraggio dei defunti; cosa che emerge dalla lettura degli atti testamentali della seconda metà del secoli XVI. Ad esempio, il 2 giugno 1590, Brunoro Bernardini, abitante di Bellocchi, fa redigere un testamento nel quale dispone ai suoi legati, la moglie e la figlia, di far celebrare per la salvezza della sua anima, una messa settimanale all’altare di sant’Antonio e di versare al cappellano per l’elemosina un fiorino all’anno, di tenere accesa presso l’altare maggiore durante le funzioni religiose una candela bianca del valore di quattro once. Bruno Bernardini raccomanda poi ai suoi eredi di versare tre scudi al priore della società del SS. Sacramento che è attiva in questa zona. Quindi nel sec. XVI a Bellocchi operi la Società del SS. Sacramento (Societas Corpori Christi) che cura le processioni solenni, l’assistenza ai malati, le elemosine, ha il compito di promuovere l’adorazione eucaristica ed è responsabile della suppellettile dell’altare maggiore, funzioni queste che spiegano bene le continue sollecitazioni del vescovo di Fano alla sua erezione in tutte le parrocchie.

Le fonti documentarie del XVI secolo offrono dunque un quadro illuminante della vita socio-religiosa della villa di Bellocchi, raccolta attorno alla nuova chiesa e sostenuta dall’operato del SS. Sacramento”.

Prof.ssa Anna Falcioni

Dopo il Parroco, con il quale fu stampato il primo articolo, di cui sopra, Don Luigi Betti (1912-1957), è stato Parroco della Chiesa di San Sebastiano in Bellocchi Don Giuseppe Carloni (1957-2001).

Don Giuseppe Carloni 1

                                                                             

 

 

 

 

 

 

 

Don Giuseppe Carloni

Con Don Giuseppe Carloni avviene la costruzione della nuova Chiesa parrocchiale (1973). La vita e le opere di questo amato Sacerdote Parroco, che ha servito per più di quarat’anni la nostra Parrocchia, sono descritte in altra parte di questo sito.

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Chiesa nuova 

Dal 2002, Parroco della Chiesa di San Sebastiano in Bellocchi è Don Giuseppe Cavoli.

 

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