Biografia Don Giuseppe Carloni

“Nato il 4 maggio 1925 a San Michele al Fiume (Mondavio – prov. Pesaro Urbino) da Carloni Euston e Battisti Elda, è il secondogenito di una famiglia molto unita, che comprende anche la sorella maggiore Marta, il fratello minore Carlo e la sorella Cecilia. prematuramente scomparsa.

Don Giuseppe Carloni 1

Legatissimo alla mamma, da cui trae una salda spiritualità e fede, Giuseppe cresce all’ombra della Parrocchia e sull’insegnamento del Parroco, don Domenico Marini.

Dal padre, che sogna di fare di lui un ingegnere meccanico per sviluppare l’attività della famiglia, eredita il grande interesse per i motori che lo accompagnerà per tutta la vita, ma la vocazione sacerdotale diventa ben presto la sua vera passione.

Frequenta il Seminario Regionale di Fano assieme a numerosi giovani provenienti da tutte le Marche, alcuni dei quali condivideranno con lui l’attività pastorale nella Diocesi fanese.

Al compimento degli studi, interrotti dalla II guerra mondiale, celebra la Prima Messa: è il 1949  e don Giuseppe viene subito assegnato, in qualità di cappellano, dal Vescovo Vincenzo Del Signore, all’importante ed impegnativa Parrocchia del Duomo, sotto la guida dell’allora curato don Costanzo Micci (futuro Vescovo della città).

Tra i numerosi incarichi assunti, vi è quello di seguire i ragazzi nelle diverse attività parrocchiali; don Giuseppe si fa promotore anche del gruppo scoutistico locale come Assistente degli Esploratori.

In seguito gli viene affidata la Parrocchia di Magliano, ma dopo alcuni mesi il Vescovo Del Signore gli comunica la sua nuova destinazione a Parroco di Bellocchi.

Don Giuseppe Carloni

Insieme a don Giuseppe arriva a Bellocchi anche la “Maria” (la cugina Carloni), fedele perpetua che lo accompagnerà per oltre quarant’anni, sino agli ultimi giorni della sua vita; li accoglie una comunità povera e semplice, ma con profondi valori cristiani, tesa a “ricostruirsi” dopo la distruzione causata dalla II guerra mondiale.

Sono quelli anni difficili per tutti, anche per il giovane curato che si trova a condurre la sua vita pastorale in un’angusta e umida chiesa e negli umili spazi dell’annessa casa parrocchiale.

Giunge finalmente il boom economico e pure Bellocchi si espande: nel nuovo Istituto Don Orione (Casa Serena), gestito da suore che si affiancano con la loro opera al lavoro di don Giuseppe, trovano conforto i poveri del paese ed accoglienza i bambini e i giovani, per i quali si istituisce l’asilo e l’oratorio.

Don Giuseppe, che è molto attento alle esigenze della comunità, non solo a quelle spirituali in senso stretto, si prodiga perché sia costruito un cinema-teatro adiacente al locale dell’ACLI, così Bellocchi può disporre di un centro di aggregazione per tutte le fasce d’età.

Nel frattempo si evidenzia la necessità di un nuovo edificio parrocchiale, che comprenda, accanto ad una chiesa più ampia, spazi diversi da utilizzare, in particolar modo, per le attività giovanili.

Nel 1973, grazie allo spirito di iniziativa ed al costante impegno di don Giuseppe, la nuova chiesa ed i locali annessi sono pronti.

Già durante i lavori di costruzione, però, cominciano a manifestarsi in don Giuseppe i primi segni del male che lo affliggerà per gli anni a venire. In quei momenti ed in quelli successivi, segnati anche da lunghi ricoveri ospedalieri, più che mai preziosi nella conduzione della Parrocchia sono la collaborazione di Don Giovanni Cerisoli e l’aiuto discreto dell’amico Carlo Paoletti.

Il progetto del nuovo complesso parrocchiale, voluto fortemente da don Giuseppe, ma che ad alcuni era apparso faraonico, si rivela da subito provvidenziale: ben sei classi della scuola elementare a tempo pieno di Bellocchi, in attesa del nuovo edificio scolastico che arriverà solo negli anni ’90, trovano posto proprio “sotto la Chiesa”, nei locali a piano terra che possono essere utilizzati anche come laboratori e che dispongono, inoltre, di un’ampia area gioco esterna.

Ma il progetto di “Chiesa spirituale” realizzato da don Giuseppe va ben oltre, comprendendo l’educazione dei giovani (che si è estrinsecata nell’attività didattica svolta presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Battisti” di Fano, come anche nella promozione di gruppi giovanili parrocchiali impegnati in attività religiose, sociali, ricreative e culturali); la formazione in parrocchia di gruppi famiglia, per favorirne la conoscenza e l’amicizia, senza dimenticare la più vasta famiglia di emigrati oltreoceano; l’animazione liturgica, accompagnata dai canti del Coro sulle note dell’antico e prestigioso organo Mascioni; la diffusione del messaggio cristiano attraverso il giornalino “Il grillo”… Ci sono tanti altri aspetti della sua fervida attività, che quanti lo hanno conosciuto potrebbero aggiungere in elenco, ma che qui non è possibile esaurire.

Il 14 ottobre 2001, a Tolentino, nella giornata del tradizionale pellegrinaggio a Loreto insieme ai suoi parrocchiani, don Giuseppe muore, dando ancora una volta testimonianza del suo amore per la vita della comunità, un amore che sempre traspare nei suoi scritti”.

Libro don Giuseppe Carloni

 

  1. RAPA – R. ROMANI – P. MENCARELLI – M.B. MENCARELLI (a cura di), Del desio di salir più presso a Dio, Edizioni Minardi, Fano 2003, 15-19.
Condividi su:   Facebook Twitter Google