Articoli della storia di Bellocchi

Per la storia di Bellocchi                                                                                                                                           Paolo Volpini                                                                                                                                                                                                    da Lisippo, il Mensile di Fano, n.151 anno 2008, Lisippo Editore, Fano

 

Il toponimo Mausoleo compare in diverse varianti nei registri catastali del territorio di Fano dal 1348 (1) fino a XVII secolo.

Nel 1470 il termine Musuleus venne inserito in una linea di confine comprendente Torno, piano dei Mulini, piano del Rio Secco e Strangolata (?) verso il Metauro (2).

Durante il 1500 lo stesso vocabolo fu segnato nel catasto come appartenente alla Villa (4) di Bellocchi.

Nel corso del 1636 venne istituito un nuovo catasto, in cui sembrerebbe individuata la localizzazione della zona. Si trascrive l’accatastamento: “Caporal Giovanni Antonio Abbondanza dalli Bellocchi possiede in detta Vila e fundo detto il Musoleo un pezzo di terra arativa apresso da un lato li beni di S. Maria del Ponte, dall’altro e da piedi la strada pubblica et apiedi allo spigolo delle cinque strade una figura con l’immagine della Beatissima Vergine e Gesù Bambino”. (5)

A Bellocchi esiste tuttora un crocevia con cinque strade denominato “La Croce”, che porta: al centro di Bellocchi, a Fano, a Tre Ponti, al Taglio del Porto e alla Cerbara.

Nel 1747 (6) l’appezzamento dello stesso terreno, costituito da due possessioni chiamate “Campo dell’ara” e della “Figura” confinanti con diverse proprietà e “da piedi le strade pubbliche e Maestà” (7) fu venduto dall’allora proprietario Pietro Abbondanti a Sebastiano Paoli.

Il 15.9.1815, a seguito di successione e divisione dei beni (8), i poderi furono assegnati a Sebastiano Paoli, che li venderà il 24.2.1816 a Bernardino Magnini (9)

Nel 1818 lo Stato Pontificio realizzò un “moderno” catasto per la prima volta elaborato su mappe.                                   Le proprietà in passato chiamate Mausoleo o Ara, confinanti con l’incrocio della Croce, furono denominate “La Figura”: il fondo incorporato fra le strade I e VI (proprietario Bernardo Magnini); “Cacciafano” l’appezzamento fra la VI e la VII strada (proprietario l’Ospedale S. Croce); “Santa Maria” il terreno posto fra la VII e l’VIII strada (proprietario il Conservatorio degli Orfani).

Perché a Bellocchi questo monumento o tempio funebre romano?                                                                             Prospetto questa ipotesi, con tutti i dubbi del caso e che certo non vuole essere risolutiva: nel 207 a C., secondo una delle ipotesi principali, nella zona compresa fra il fosso delle Camminate, il guado di S. Angelo in Ferriano e Cerbara, avvenne la famosa Battaglia del Metauro, dove le legioni romane dei consoli Claudio Nerone e Marco Livio Salinatore sconfissero l’esercito cartaginese e uccisero Asdrubale.                                                    Si sono avanzate sul luogo del campo di battaglia le seguenti dissertazioni: Ferriano deriva da Aphricano o Africanus; Cerbara da “acervi ara”, cioè ara del cumulo dei cadaveri; Bellocchi da “belli loca”, luoghi della guerra. Conseguentemente non è contro la logica affermare che i Romani abbiano innalzato un monumento a ricordo di qualche condottiero o in memoria di soldati deceduti.

Reputo utile, ai fini della conoscenza della storia del paese, pubblicare inoltre alcune notizie araldiche e storiche sulla nobile famiglia Bellocchi, desunte dalla monografia “Libro d’oro della nobiltà di Fano” dovuta al conte Piercarlo Borgogelli Ottaviani: “La famiglia Bellocchi, a seconda di alcuni scrittori, è oriunda da Cuccurano, secondo altri da Bellocchi, ambedue piccoli villaggi vicini a Fano e confinanti fra loro.

Io credo piuttosto che provenga da questo secondo, del quale presero il nome, lasciando il loro antico di Cagliesi”.

Anche nei settecenteschi manoscritti Bertozzi (10) si conferma la stessa tesi: “Nel 1495 il cognome della famiglia è ancora “Cagliese”, in quanto proveniente da Cagli”.

Le fonti notarili parrebbero confermare queste affermazioni. In un atto del notaio Giovanni Martinozzi (11) del 1495 compaiono i fratelli Paolo, Tommaso e Pietro, figli del fu Giovanni Cagliesi da ”Villa Cucurani”.

Il notaio Francesco Torrise (12) nel 1524 registra il nome di Nicola, del fu Giovanni Cagliese da Fano.

Nel 1527 il notaio Giacomo Ciucci (13) roga un atto citando Tommaso di Nicolò di Giovanni Cagliese soprannominato “Bellocchio”.

Pertanto i documenti citati inducono a ritenere che il toponimo Bellocchi derivi dal luogo della Battaglia del Metauro (Belli loca), anziché dal nome della famiglia omonima.

 

Sezione Archivio di Stato di Fano, Archivio Storico Comunale (d’ora in poi S.A.S.F., A.S.C.), Catasti, vol.9 c.7.

  • A.S.F., A.S.C, Confini, vol.2 bis, c.8r.
  • A.S.F., A.S.C, Catasti, vol.74, c.214r.
  • Villa sta a indicare un insediamento aperto, privo di opere murarie difensive
  • A.S.F., A.S.C, Catasto del 1636, c.190v.
  • A.S.F., Notarile, Notaio Agostino Guardinucci, vol. MM, c.357.
  • Probabilmente un’edicola sacra con l’immagine della Vergine in trono col Bambino.
  • A.S.F., Notarile, Notaio Bernardino Magnini, vol. F, c.65.
  • A.S.F., Notarile Notaio Giuseppe Pasqualucci, vol. B, c. 187.
  • Biblioteca Federiciana, Manoscritti Bertozzi, vol. K.c.153.
  • A.S.F., Notarile, Notaio Giovanni Martinozzi, vol. B, c. 196.
  • A.S.F., Notarie, Notaio Francesco Torrese, vol. I, c.141.
  • A.S.F., Notarile, Notaio Giacomo Ciucci, vol. K, c.108.
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